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275 Maglie-Leuca: dopo l'ottimismo, montano i malumori

Dopo l'ottimismo di Minervini arrivano i pareri discordanti sull'incontro di ieri: Congedo (Pdl) plaude alla mediazione, ma non alle esclusioni dal tavolo. Dure le associazioni favorevoli all'opera

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LECCE - L'ottimismo di ieri dell'assessore alle Infrastrutture della Regione Puglia, Guglielmo Minervini, al termine dell'incontro con istituzioni ed associazioni interessate dal progetto della ss 275 Maglie-Leuca sembra oggi cozzare con le diverse posizioni di altre voci. Nel dibattito, interviene Saverio Congedo, esponente in consiglio regionale del Pdl salentino, che plaude al metodo della "mediazione", ma boccia le "esclusioni mirate": "Avendo da tempo chiesto una mediazione politica sulla vicenda dell'ammodernamento della Ss 275 Maglie-Leuca - dichiara - anche al fine di evitare la perdita del finanziamento, non posso non evidenziare come il Governo regionale abbia finalmente dimesso il ruolo finora svolto di paladino arcigno e pregiudiziale delle resistenze alla realizzazione nuova Maglie - Leuca".

Congedo evidenzia il "nuovo ruolo di mediazione" da parte della Regione che pare stia conducendo ad "un accettabile compromesso, rispetto al quale comunque non sarebbero ammissibili ulteriori arretramenti ed espedienti dilatori per un'opera di fondamentale importanza per il Salento": "Dispiace soltanto - puntualizza - registrare il mancato invito all'incontro tra Regione, Anas, Comuni interessati, Associazioni della Provincia di Lecce, dello storico Comitato ‘Quattro corsie' cui soprattutto si deve l'apertura di una questione alla quale è legata lo sviluppo del territorio e la sicurezza di tante vite. Una dimenticanza speriamo dovuto solo ad un ‘disguido' e non ad una scelta politica tanto faziosa quanto inaccettabile".

E proprio alcune delle realtà escluse criticano la presa di posizione della Regione Puglia, parlando dell'ente come "strabico": "L'Assessore Minervini - si legge in una nota -, quando avrà smesso di ascoltare il canto delle sirene di quattro associazioni pseudo-ambientaliste ed autoreferenziali, venga nel Capo di Leuca a respirare a pieni polmoni l'indignazione serpeggiante tra i cittadini che vivono quotidianamente i disagi della statale 275".

"L'assessore Minervini, evidentemente - proseguono -, è troppo distante dal Basso Salento, per cogliere il malessere delle persone in carne ed ossa e i commenti caustici dei vacanzieri, che per raggiungere Santa Maria di Leuca percorrono una mulattiera di 40 km stretta, piena di dossi, quotidianamente invasa da mezzi pesanti, trattori, mezzi agricoli, autocarri, pullman turistici e di pendolari".

Dalle associazioni favorevoli alle quattro corsie s'invita l'assessore a fare una passeggiata a Gagliano del Capo, piuttosto che nei centri storici di Alessano o Lucugnano, per avere contezza dei "danni ambientali, economici e di immagine che l'ennesimo Stop al raddoppio della Maglie-Leuca, sta arrecando al Salento".

"Restiamo fiduciosi - dichiarano - che i tecnici dell'Anas, scevri da condizionamenti politici di sorta, sapranno spiegare all'assessore Minervini che gli scempi apocalittici paventanti da quattro associazioni (politicizzate o spaventosamente disinformate), non trovano riscontro alcuno nel progetto ammesso al finanziamento dal Cipe. Siamo meno fiduciosi che l'assessore Minervini, in futuro, da buon predicatore della politica partecipata e delle scelte dal basso, si degnerà di invitare allo stesso tavolo anche la Provincia di Lecce (che forse è maggiormente rappresentativa di qualche comitato improvvisato ad hoc) e, soprattutto, le vere associazioni di volontariato del territorio (pro loco, comitati, categorie produttive, associazioni culturali e sportive). Quelle che senza fondi pubblici si adoperano tutti i giorni per migliorare il territorio e che si sono prodigate sempre per il raddoppio della Maglie-Leuca".

Dall'associazione ribadiscono come solo negli ultimi quattro mesi migliaia di cittadini abbiano firmato la petizione Pro 275, "per difendere la volontà espressa democraticamente da tutti i consigli comunali favorevoli da sempre al progetto di ammodernamento dell'arteria": "Le loro ragioni - concludono - valgono più di una tessera di partito. Bisogna ascoltarle e comprenderle se si vuole avere un'idea meno evanescente e più realistica del Capo di Leuca".

Udc pugliese in riunione sul futuro dei consultori

È convocata per oggi un incontro del gruppo consiliare dell'Udc regionale, per una riflessione sulle iniziative da adottare a sostegno della proposta di monsignor Cosmo Francesco Ruppi, arcivescovo emerito di Lecce, rivolta all'assessore Fiore, che ha chiesto l'apertura di un tavolo di confronto tra istituzioni, mondo del volontariato, associazioni delle famiglie, operatori sanitari e ordini professionali dove discutere delle problematiche dei Consultori familiari e dell'aborto.

Già nei giorni scorsi il capogruppo regionale dell'Udc, Salvatore Negro, aveva chiesto che l'argomento fosse portato all'attenzione del Consiglio regionale o, in subordine, della competente Commissione. Negro aveva pure ricevuto apprezzamento da parte del Forum delle Associazioni Familiari per l'iniziativa volta alla creazione di un intergruppo consiliare aperto che porti avanti un'analisi approfondita ed un dibattito costruttivo su tematiche fondamentali per il bene comune, a partire dai valori irrinunciabili come la tutela e la promozione della famiglia così come costituzionalmente definita o come il rispetto della vita umana, dal concepimento al suo termine naturale.


E anche i consiglieri regionali del centro-destra hanno presentato un ordine del giorno sulla delibera n.735 riguardante la riorganizzazione della rete consultoriale pugliese. Con l'ordine del giorno il centro-destra chiede al governo regionale di riferire sull'argomento e l'apertura di una discussione in Consiglio regionale, atteso che il "provvedimento ha suscitato un intenso dibattito fra i gruppi consiliari, le forze politiche e nella società, con prese d posizione di associazioni familiari, dell'ordine dei medici pugliesi, di operatori, psicologi, assistenti sociali, magistrati dei Tribunali per i minorenni".

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Nella premessa i firmatari dell'ordine del giorno aggiungono che "contro il provvedimento alcuni medici obiettori hanno presentato un ricorso al Tar e che i punti maggiormente in discussione riguardano la riduzione dei consultori pubblici e la possibile esclusione delle ostetriche e dei medici obiettori di coscienza dalle selezioni che saranno indette dalle Asl regionali, al fine di implementare il personale per la realizzazione del progetto dei consultori". "Considerata l'importanza dell'argomento che necessita di una riflessione ampia ed approfondita di carattere tecnico, etico, giuridico e politico sulla fisionomia, finalità ed efficacia di un servizio di straordinaria valenza sociale quale presidio di socialità per la salvaguardia della vita e l'assistenza alle famiglie e ai soggetti soprattutto minori che vivono in condizioni di disagio", il centro destra sollecita il governo regionale di riferire in Consiglio.

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